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lo Zarathustra di Jung

21 dicembre 2011

leggendo Jung che legge Nietzsche: Jung non didatta, di più, altro, indicibile; difficoltà di rendere il suo anglo-tedesco; ueberwinden, overcome, Schopenhauer in nuove vesti e vecchie, aneddotica lungimirante, Nietzsche, il signor Nietzsche, la svastica e il sole, il trans-soggettivo, con buona pace di Ken Wilber; la copertina rossa a emulazione del Libro rosso, un’opera che si pubblica solo oggi, ritardo?, ah sì, gestione boringhieriana di qualche anno fa…dove non arriva il testo, un insegnamento niente affatto, ma si è già detto, richiami orientalistici che sembrano datati, Lily Abegg, dove? nelle pieghe di un testo da rivedere, mai scritto; e Freud? Freud sempre da rivedere, qui, in queste pagine, taluni dicono…taluni dicono che ogni parola sarebbe significante, per me intere pagine e giornate seminariali da saltare, saltare a pié pari, Jung, ancora Jung, ricordo la venerazione di Von Franz a Zurigo, filtrata con parole Zen, The Blue Cliff Record sul comodino, ah no, era la versione tedesca, ma certo, discutibile, il traduttore, ma non come traduttore, osservazioni, puntuali; si cercano nomi che verranno indicizzati…dopo, note ma non annotazioni, il pubblico, ah sì, l’audience, quella sì che…Wolff e Hannah in primo piano, ma si dirà, del gossip, che ci fa capire tra le righe, perbenismo di un newsgroup junghiano, di spirito e piglio antico, dove persino il richiamo a Spielrein inficiava, veniva…bollato come improprio, inadeguato, sì, ma non anacronistico, niente affatto, tanto tanto da dire e poco sul concetto, per fortuna!, niente Deleuze; qui, in queste righe, Oriente mescolato a Schopenhauer, di nuovo, al di là dei nomi propri, del nome, come nel Daodejing, accenno a Kant, all’illusione dell’ “è”, che è preheideggeriana; o no? tanto da leggere ma poco, più sullo Zoroastro, che Zarathustra, talvolta, dire: ciò significa x, è ancora dire troppo, dare il cambio al tacere, libro da leggere nel bagno, l’allusione è…peregrina? leggendo Jung che legge Nietzsche? sì, ma lui l’ha fatto. e Freud? Ah, il silenzio di Freud che perturba le orecchie, su Nietzsche, proprio quando si doveva parlare. e Jung si accomiata da tutti, tutti noi, lettori immaginari sull’isola sperduta, dove lui, ma non Freud, è stato rispettato dai selvaggi, antropofagi…carne non commestibile, come lo Zarathustra

Da → filosofia

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