postilla al plagio
da considerare, anche il danno che si reca a sé, non solo agli altri; vivere la vita degli altri, insipido, persino stupido; chi vivrà la nostra, di converso? se non noi, che vi abdichiamo? il ricopiatore non è se stesso, non è altri, solo la pallida copia di ciò che avrebbe potuto essere, se solo, se solo non…ma qualcuno ne riderà, soppesando i vantaggi del suo plagio. quali? il timore della disfatta e del non poter dire “Io”; sia pure un Io di secondo rango, debitore a colui o coloro di cui si misconoscono i meriti, rubando ciò che non si ha, che si invidia, che si odia e ama nel contempo.
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