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il Nietzsche di ieri

22 aprile 2012

Ripatransone, serata piena, molti stimoli, anche meglio di AP, sempre in AP; l’Altro, presente: Nietzsche, ovunque. vale a dire: nichilismo attivo e passivo, prima fase di un bersaglio che si vorrebbe la scelta dell’oggi. nichilismo ovunque. entrare e uscirne, senza Aufhebung concilianti. confronto con Schopenhauer o ciò che siamo, che siamo stati. Nietzsche: “sarò stato”. baffi da icona, sulla copertina della mondadoriana in Oscar Gaia scienza. sembra ieri, per me, per tutti. e poi: gaia (froehlich)…non è meglio “frivola”? la leggerezza di Nietzsche anche a Torino. prende corpo, e si anima, sullo sfondo, presenza/assenza di Hoelderlin, Van Gogh, Artaud, che sfilano uno dopo l’altro nella non-parata del significante. genio versus  follia. Gott ist tot, vale il suono, irrecuperabile nel traslato. Uebertragung di una morte di Dio che paralizza il senso, senza destinarlo altrove. l’intuizione di Heidegger, punto per punto Nietzsche, sempre Nietzsche: rispondere a Nietzsche. al di là dell’ateismo, al di là della fede nel divino, al di là del politico del non politico. Nietzsche neti neti: non così/non così; studiare il sanscrito, serve, a qualcosa. Nietzsche al di là del maggio francese, del 77, dimensione Nietzsche in noi. tutti. il Nietzsche dei giapponesi, il Nietzsche di Lu Xun. tanti Nietzsche che si affollano sullo scenario della Volontà di potenza, l’opera, non il concetto, che poi non è tale. di cui si disse che era un falso, o che era vera, sempre con le stesse, inesistenti, pezze d’appoggio, vacue, che s’affacciano sul Nulla. Hans Wolff, quel grande libro, che…chissà dove, chissà dove l’ho ficcato! ficcato? ma è sempre stato lì, accanto alla non credenza nelle cose, alla differenza generalizzabile, universale, (niente soggetto, niente cogito ergo sum cartesiano), al di là di Saussure; ancora? verso Deleuze. ma poi neanche Deleuze, oltre, oltre, l’uomo dell’oltre, pallido addentellato sonoro, significante e non significativo,Uebermensch. l’uomo che calcola (Mensch e il sanscrito manas); no mente, non pensiero. viene fuori Nietzsche ieri, viene fuori, nei miei silenzi, nel pathos tragico; quel pathos che fece dire ai miei studenti, anni fa, in tempi non sospetti, al Corso su Nietzsche e Zhuangzi (1998), che al secondo mancava il pathos del primo. già. oriente contro occidente. sempre. e noi, ancora a dirne. Nietzsche e Zhuangzi, così simili e tanto…diversi! ecco dove s’arriva col linguaggio, ne dissi in Nietzsche e il nonsense, mentre altri, non dirò chi, edulcorava Nietzsche. oggi, bé oggi lo si fa con Lacan, ma è altra storia. sempre: edulcorazione, trascuratezza. e io dico: c’è oggi, un altro Nietzsche? lo dico come Mengzi, diceva di Confucio: il suo, un grido di dolore, nel deserto culturale della Cina, nel sangue del tumulto. e io,  a chiedermi se Nietzsche serva ancora, oggi, al termine dell’incontro, quasi a luci spente. quasi un koan: se seguo Nietzsche non lo seguo, Nietzsche diceva…”non seguirmi”; se non lo seguo, gli volto le spalle e allora e allora…c’è mai un altro Nietzsche? ci sarà? ecco: l’oca in bottiglia è già fuori, e io con essa!

From → filosofia

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