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sul filosofo 2a parte

29 giugno 2012

…le contraddizioni fanno parte della natura del filosofo, vedi Schopenhauer, capostipite di un lungo elenco interminabile, per tacere della sua infinità: né si pretenderà, à la Hegel, di ottunderle nella sintesi pacificante dell’ Aufhebung, che tappa i buchi e chiude le lacune, la dialettica insulsa, inutile, di chi vorrebbe portare l’armonia nel filosofico, visto che nell’universo non vi è…credere che i tanti filosofi, personaggi una galleria evanescente, possano apportare, ciascuno nel suo ambito, un mattone necessario all’illustre progresso della conoscenza, le magnifiche sorti e progressive…dimenticando che non c’è sviluppo nella storia della filosofia, con buona pace di Gentile che misconosceva, giustamente, la storia dell’arte e invece non quella della filosofia, solo perché, sempre à la Hegel, o à la Shamkara, diciamolo (sappiamo che i filosofi in Occidente ignorano persino i brani più significativi delle filosofie orientali…), se ne collocava al vertice, immodestia hegeliana replicata, il lettore ci crede, e così la massa dei lettori: “Sono il più grande filosofo del mondo”, abboccamento superstizioso, fanatico e fantasmatico: Hegel paranoico, Hegel al centro della machina desiderante filosofica…nessun filosofo smentisce un altro, ne dimostra la fallacia, malgrado le intenzioni, né designa o marca un eventuale progresso come correzione di uno svarione, filosofia come non biologia, come non fisica, malgrado la pomposa etichetta di “Filosofia della scienza” e il suo metodo. qualcuno dice: “Al bando le opere filosofiche che non reggono alla prova dei fatti”; si intende la filosofia come scienza e si esclude quella che, se possibile o auspicabile, si volga alla felicità o al benessere individuale. che queste, poi, siano mete effimere lo si lascerà al nonsense e alla filosofia che vi si fonda…

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