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le oscurità di Eraclito

30 giugno 2012

…e la filologia ci fa parlare, ma non dovrebbe renderci muti: Eraclito si presta ad ascoltare, all’udire (akousai) il Logos, cioè a dire…il logos, che dire se non ascoltarlo, lo si veda come discorso, racconto o semplice flatus vocis molto più che parola, ciò che articola il discorso più che il discorso stesso e niente di tutto questo? il logos che si ode, e che recalcitra a essere ritenuto ragione, ratio, mai e poi mai…il logos non potrebbe essere questo nudo, di cui si cerca ripercorrendo a ritroso il percorso di tanti passi indietro, non uno solo? e già nel correlarlo all’essere, il logos perde se stesso; magari lo si ode, ma non se ne parla o meno che mai lo si incasella nel dire-di-uno-solo…allora, allora…meglio affidarsi al comune, grezzo, ordinario, sapore mefitico di una logica non ancora votata alla formalità, al sillogismo, come in India, o in Cina, o altrove. Ho koinos, dice Eraclito, e segue questa pista che lo porta lontano dalla massa, questa indistinta massa che, pure, vorrebbe isolare l’individuo, e questo, per Eraclito, è un bene, anche se non una verità, del resto ancora non partorita: oi polloi, si sa, perseguono un proprio concetto di phronesis; la filologia, ancora, ci sbattiamo contro, ci procuriamo bernoccoli, lasciamo il termine in greco, in lingua originale, credendoci esentati da un chiarimento che sarebbe, pur sempre, un tradimento; ma anche qui, come sopra nel logos, ogni richiamo al raziocinio, al calcolo, è un impaccio, e copre anziché svelare, già, la natura ama nascondersi, e dirlo in italiano non è mai, non è ancora, il Logos, che nel frattempo ha recuperato la maiuscola, solo perché questa natura (he physis) ha più a che fare con i contrari, con l’enantiodromia, piuttosto che prendere le mosse dai simili (ek ton homoion), seguo Diels e Kranz, come se mi dessero il la verso l’armonia eraclitea, che non esiste; e dunque: arrivo per ciò stesso a interi che non sono interi (hola kai ouk hola), frugando nella natura, a onta di contraddizioni, da ciò il nudo, da tutte l’uno e dall’uno tutte (ek panton en kai ex henos panta); che non sono le cose, ma noi non abbiamo altro (termine) per averle…

From → filosofia

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