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Novalis assolo

30 giugno 2012

…Novalis è il filosofico, più la lingua, più il magico: ci stronca l’illusione, per noi esseri umani, di parlare per amore delle cose (um der Dinge willen), ci lascia volgere a una matematica del linguaggio, grazie alla quale si riflette “il gioco relazionale delle cose” (das seltsame Verhaeltnisspiel der Dinge), e l’anima del mondo ce la fa intravedere, lo stile che allude al poetico quando è filosofico, e viceversa…Novalis nur Dichter (soltanto un poeta)? Novalis che sa che quando si vuol far poesia e stringere il linguaggio per il bavero non ne deriva niente (keine Poesie zu Stande kommt), e che ci suggerisce il lasciar essere, affinché sia Altro a dire, a parlare, solo per noi, Esso, ciò che nel Poema (Zen) del samadhi dello specchio prezioso (Baojing sanmei ge) si presenta come “esso”, senza appellarsi al Nulla, che, pure, lo abbraccia. “Non se n’è andato/non verrà/non è iniziato/non è finito”. se solo per un attimo il linguaggio indoeuropeo potesse strapparsi dal soggetto, come in cinese…Novalis si chiede: “infine tutto ciò si farebbe poesia, senza il mio sapere e la mia fede, potendo così rendere comprensibile un segreto della lingua”? (Monolog, Schriften, II, p. 672, edizione di Stoccarda) questo segreto invoca l’ipocondria, il riconoscimento del potere della mente sul corpo, l’oltrepassare i limiti, percependo il nudo attraverso i sensi, ché non è un’illusione, sarebbe l’autentico atto o gesto filosofico, la morte del Sé egocentrico (Selbsttoedtung), il reale cominciamento di ogni filosofia…noi siamo, e il nudo, solo il nudo permane…

From → filosofia

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