Vai al contenuto

Estratto da “Nietzsche in Cina”

17 novembre 2012

dalla Premessa al mio ebook Nietzsche in Cina  (pubblicato su Amazon Italia e USA)

 

Considero Nietzsche lo spartiacque nella storia del pensiero occidentale; so che altri hanno attribuito questa funzione a Kant, oppure a Hegel, ma io mi attengo a Nietzsche. Anche perché leggendo Nietzsche o la storiografia filosofica su di lui, si ha l’impressione di aver già colto tutto, e che il suo pensiero non riservi più alcun segreto; niente di più sbagliato, se ci volgiamo alle interpretazioni cinesi di Nietzsche. Non perché queste risultino più accurate, ma perché ci svelano altri aspetti del suo pensiero e in modo più lineare, come se esistesse una mente cinese che, a prescindere dai singoli filosofi, coltivi sempre le stesse idee o sottolineasse sempre gli stessi aspetti di un sistema speculativo. Certo, questo è già semplificare una questione molto più ampia, più tortuosa, eppure è vero che i filosofi cinesi, in diversa misura, prima del 1949 e dopo, seguono linee già tracciate, si richiamano a citazioni e a opere già analizzate dai loro predecessori o dai loro contemporanei, eppure dicono sempre qualcosa di nuovo, in questa apparente ripetizione dello stesso. Questo accade anche nella loro storia della filosofia, dove si rintracciano temi confuciani, taoisti e buddhisti, accanto a quelli di altre correnti minoritarie ma sempre molto significative, delineando un quadro sempre diverso e sempre attraente per il filosofo dell’Occidente che voglia ripercorrerne i tratti.

Nietzsche è uno dei filosofi che i cinesi hanno più amato, letto e apprezzato, a prescindere dal mutevole panorama politico che si è delineato nella loro cultura: questo ha permesso, per esempio, di accostare Nietzsche a Marx, quantunque si tratti apparentemente dei pensatori più distanti tra loro. Questi accostamenti, spesso condotti con ingenuità e in modo unilaterale, hanno anticipato di gran lunga i tentativi di fusione che pure si sono presentati nella storiografia del pensiero europeo e americano. Nella stessa linea, si scoprono anche interessanti raffronti con la figura di Darwin, che spesso vengono interpretati in maniera letterale, come se Nietzsche fosse un evoluzionista oppure nella consapevolezza che la concezione del superuomo ammetta soltanto una evoluzione metaforica, dello spirito, essenziale.

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: