Vai al contenuto

il buddhismo liturgico

26 dicembre 2012

…già detto in un articolo semigiovanile, “Buddhismo del vuoto come Aufhebung del buddhismo” ciò che ne pensavo. degliismi. a più non posso…il tanfo della liturgia pervade, ampi strati del buddhismo, come vide Nietzsche, che ebbe solo sentore di ciò che oggi si chiama, e ci si ostina a dire, Theravada; ma non del mahayana, quello l’avrebbe, abbracciato, credo, Chan/Zen, e forse anche voi con me…perciò, Gombrich arriva a dire, molto tardi, una rivalutazione del Theravada, che ne potrei dire, io? solo che chi, come lui, dice che Nagarjuna ha portato una bella confusione nel buddhismo, dicendo, dicendo che samsara è proprio come nirvana…lo dice Gombrich, che ha passato la vita a studiare il buddhismo! che bella denigrazione di Nagarjuna…suggerirei: rileggere il Tractatus di Wittgenstein, con accanto Nagarjuna, Madhyamaka Karika, per trarne spunto, oggi come ieri, nei 60, grandi sixties, noi lì, ancora, quando Alan Watts ci diceva delle psicoterapie orientali e occidentali, ma oggi il counseling: filosofico? che strano, che beffa, che ritorno del Theravada sotto mentite spoglie; Rogers era ancora ok, lui; le diciamo, le diciamo queste cose a fine 2012, per suggellare questo connubio tra taoismo e nonsense, al di là di etichette, terapiche, o non, aiutare se stessi, e poi gli altri; tanti fanno l’inverso: possibile? si può leggere Luca e Dogen, nel contempo? suggerirei: Ecclesiaste, ma che brutto nome in traduzione!, e meno liturgia, lo spirito, tanto, l’ecclesia, poca, al midollo, e scorpacciate di nonsense, mio e vostro, forse un augurio, forse…di più!

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: