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lezioni di filosofia

9 marzo 2013

…quindi la difficoltà è: come trasmettere il non detto agli allievi. in ogni filosofia, in quelle più razionalistiche, termine inflazionato e inattuale, c’è sempre un nucleo non assimilabile, non controllabile, dal teorico stesso che formula: il cogito come risultato di una esperienza peak cartesiana, la non dualità deus/natura in Spinoza (sive è d’obbligo), l’Io puro di Fichte, il superuomo nietzschiano, ecc. ovunque sia il filosofico muove da premesse non verificabili, o da quel sovrappiù di esperienza, meglio: Erlebnis, che si sottrae al dicibile; nonsense philosophy e nichilismo insegnano, l’una e l’altro dai rispettivi punti di vista; un giorno, si dovrà insistere su questa non differenza, che non è identità, tra nonsense e via del nulla; intanto, si potrebbe sondare, magari non leggere o non solo, il libro di Hans Wolff su Nietzsche, questo Una via verso il nulla, se proprio si vuole entrare dalla porta principale; se dal buddhismo, direi il mio Nonsense as he meaning, che in italiano diventa Nonsense o il senso della vita; già, siamo sempre lì, sempre nel nonsense, mentre raccolgo sempre la stessa pietra, e ora vado a immergermi nel Woerterbuch di Mauthner, che dà molto più di quanto il titolo annunci; questo sarebbe bello: il gioco di comporre un vocabolario filosofico che sia molto più di questo, magari il libro della vita, come fu per Mauthner, a torto dichiarato un “giornalista”, e poi…sulla scorta di Wittgenstein! e come vide giustamente Borges che attinse la plu(s)part delle sue cognizioni filosofiche da esso; insomma: Note ai margini del nulla

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