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il pennello e la spada

12 marzo 2013

il pennello e la spada samurai come depositario di un nonsense della vita, proteso verso la morte, Mishima, non meno che, Musashi, l’esistenza come un lampo, trascorre, nel battito di ciglia che ci impedisce di…ars longa vita brevis, mai tanto sentita da me come in questi giorni, e il ruolo del femminile, con la donna, oltre la donna, oltre gli opposti, androginia sublime, seppuku, quando si è soli con se stessi, anche se c’è qualcuno che attende di sferrare il colpo di grazia; accanto, sempre accanto, ma nella vita soli e anche nella morte, e forse nel dopo…? samurai stratega che si lambicca il mentale per stimolare il nemico, la sconfitta, mai come ora vicina, samurai come outsider, vorrà davvero…perdere? e cioè: l’onore, la reputazione, il senso della vita, la comunicazione…Mishima, colto nel suo ultimo giorno del passaggio terreno, Mishima con il suo sogno impossibile, i samurai demitizzati, e proprio per ciò vissuti, assaporati, il dialogo notturno con chi li conobbe, un alter ego o che altro? l’ideale complemento all’altro, a Samurai, dopo dieci anni e più; questo fu, o sarà stato, Il pennello e la spada, che nel mondadoriano ha per sottotitolo La via del samurai, perché ci si appaghi del già detto, e perché la nostalgia non prenda il sopravvento. o invece . ora, e ancora e ancora e sempre, un guerriero dello spirito ci viene a parlare della mente buddhica, di un mondo dove, a ben vedere, non ci sono più dei (Gott ist tot), ma neanche Buddha—

From → filosofia

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