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im/permeato: la poesia e il Testo

17 gennaio 2014

…Novalis è il filosofico, più la lingua, più il magico: ci stronca l’illusione, per noi esseri umani, di parlare per amore delle cose (um der Dinge willen), ci lascia volgere a una matematica del linguaggio, grazie alla quale si riflette “il gioco relazionale delle cose” (das seltsame Verhaeltnisspiel der Dinge), e l’anima del mondo ce la fa intravedere, lo stile che allude al poetico quando è filosofico, e viceversa…Novalis nur Dichter (soltanto un poeta)? Novalis che sa che quando si vuol far poesia e stringere il linguaggio per il bavero non ne deriva niente (keine Poesie zu Stande kommt), e che ci suggerisce il lasciar essere, affinché sia Altro a dire, a parlare, solo per noi, Esso, ciò che nel Poema (Zen) del samadhi dello specchio prezioso (Baojing sanmei ge) si presenta come “esso”, senza appellarsi al Nulla, che, pure, lo abbraccia. .. Platone con Socrate, e va detto a sua difesa che la struttura dialogica, come in Confucio e a differenza di Confucio, non permette l’enunciazione di verità (che strana parola…) certe, di fissità od ossessioni…poi proietteremo su di loro le nostre aspettative, le nostre convinzioni (drishti), solo perché il loro vuoto o nudo si presta a essere colmato con le parole più efficaci, appunto, di una filosofia con parole che si richiamano a parole…la maschera è già pronta, si tratta solo di indossarla, specie quando, come nei grandi maestri religiosi che appena si confondono con i filosofi, e qui la questione s’allarga, il biografico è incerto e anche questo dà adito agli esorcisti del nudo; il Reale fa paura, e non facciamo mai presa su di esso, se non quando lo mistifichiamo, senza neppure immaginarselo… il simbolico non ancora creatosi, è per così dire, sempre per così dire, nell’immaginario del filosofo che emettono i primi vagiti, almeno per noi, che nulla sappiamo prima dei presocratici in Grecia, o dei Veda in India, e poco poco prima di Confucio in Cina, se si attende il Testo, e non ci si attarda sulle iscrizioni o sui ritrovamenti archeologici che paiono ancora insufficienti, almeno allo sguardo dei moderni, nostri contemporanei. il filosofo che è sulla via del pensare o unterwegs, che magari (intra)vede un tao, un percorso, ma non si incaponisce ancora per il vero, che sia alethes o makoto o satya o zhen

From → filosofia

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