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il genio dopo la natura

15 febbraio 2014

…quando le malattie si aggravano senza dolore un lenimento dello spirito? leggere dalla Genesi, dal Libro tibetano dei morti, da quello egizio, da Novalis, i frammenti, Die Lehrlinge zu Sais, molto vicini al vangelo di Giovanni, a Duerer, a Boehme, all’Aurora, a prefazioni non scritte, a quel libretto di Falk su Goethe, alle passeggiate in biblioteche o librerie ben fornite, quando si dice che se fosse vissuto ancora sarebbe divenuto qualcuno da quel nessuno che era, come si dice di un imperatore, di un giacobino, di uno scrittore perfino, quando ci si chiede quale religione si professi, e quello risponde: nessuna di quelle che mi nomini, e perché, mi dirai, “per ragioni religiose”; come se la natura potesse pietrificarsi per impulso del divino o dalla paura per impulso dell’umano e alla sua vista; il grande elemento nello Stesso della natura, zugleich, per chi lo intuì, foglie fiori e frutti tutti zugleich come per magia, la gioia nell’apprendere e non nell’insegnare, quella conobbi e professai, e ancora vi indugio, mi riverso in essa, mi beo ma solo fino a un certo punto, ma non come tranquilla passione, no, un nato cieco a cui qualcuno tenti di chiarire l’essenza dei colori, o un cieco che gusti un melone amaro e voglia dirne, Biyanu e il Nachlass di Novalis, scorro le annotazioni su una antica edizione delle Schriften, vi trovo anticipazioni da Nietzsche, il sistematico cerca di sottrarsi a ulteriori riflessioni (der Muehe des Nachdenkens) con il suo sistema, il pigro, l’indolente; e quanto più il sistema è limitato (je bornirter) tanto più piace agli astuti, agli uomini di mondo che seppero illudere gli sciocchi; esaltare il pensiero logico, certo, ma solo come fosse il regno, come poi è, delle parole senza pensieri (die Worte ohne Gedanken); dove il genio e il talento si combattono, il primo infinito il secondo limitato, il primo unilaterale il secondo multiforme, trapasso dall’uno all’altro senza soluzione di continuità, l’eclettico come chi non sappia disfare un transito inconcepibile, astruso, unsagbare

From → filosofia

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