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Padma

5 settembre 2014

dal mio ebook, La svastica sul Tibet  (www.amazon.it)

 

Andò ad aprire con timore. I suoi compagni in giro per Lhasa, era solo a Tredilingka. Il viso di Mahayan, che faceva capolino sulla soglia, lo rincuorò.

“Ti ho portato una persona.”

Le fece un cenno, e lei, nascosta dietro allo stipite, si mostrò. Mayer si ritrovò davanti alla più bella fanciulla tibetana che avesse mai visto. Schiudeva le labbra come un pesce. Lo sguardo penetrante, gli occhi nerissimi come i capelli, la sinuosa riga in mezzo, e le lunghe orecchie, simbolo di nobiltà spirituale. Lo fissava, quasi non avesse mai visto un occidentale. Leonhard fu colpito dalla somiglianza con Mahayan.

“Lei è Padma, sai che vuol dire?”

“In sanscrito sta per loto.”

Mahayan pretendeva che si evitasse la pronuncia tibetana del nome, Pema, trovandola grossolana.

Padma era alta quanto Leonhard, e si rispecchiava nei suoi occhi. Lui non pensava che un monaco potesse godere di tali compagnie. Dapprima la credette sua figlia. Poi si dissuase all’idea, anche perché lo sapeva celibe.

“Siamo parenti alla lontana” osservò il lama, a leggergli nel pensiero. “È complicato da spiegare. Considerala mia nipote.”

Che Padma meritasse il proprio nome Mayer lo scoprì durante la conversazione, dove lei interveniva al momento giusto. Con voce delicata, suadente. Ma il loto cresceva nel fango, dove la sua bellezza risaltava. Anche la leggiadria di Padma nascondeva il fango?

Prese a scrutarne il corpo, i lineamenti che la sua casacca mimetizzava. Se ne indovinava una ragazza longilinea, ben proporzionata. Beger gli aveva detto di Cham…Anche Leonhard avrebbe fatto la stessa scoperta: dietro agli indumenti spessi, un corpo divino?

O Padma era una dakini, che andava a sedurlo?

Leonhard aveva sentito dire di queste creature mitologiche, che si ostinano a turbare i sonni degli uomini. Che mangiano carne cruda, e cercano di avvelenare i bambini. E che neanche le donne rimanessero insensibili al loro fascino malefico.

Forse gli indù esagerano, e hanno trasmesso la loro misoginia ai tibetani.

Se Padma fosse stata una dakini, o una spia nemica, l’avrebbe corteggiata lo stesso. La trovò seducente, e pensò a come potevano avvampare i suoi occhi nell’amplesso.

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From → filosofia, recensioni

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