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Agrippa e Wittgenstein

6 giugno 2015

Agrippa, posteriore a Enesidemo, traccia finalmente un quadro chiaro delle circostanze. Denuncia il disaccordo tra il filosofo e l’uomo comune, la chiara componente di regressus ad infinitum di ogni argomentazione (prima di Lyotard!), il grado di relativismo insito nella nostra natura soggettiva e nei concetti, il mero carattere ipotetico di ogni certezza data per scontata (cfr. Wittgenstein, e la domanda ovvia come qualità del genio), la fallacia del ragionamento circolare, dove i sensi rinviano all’intelletto e viceversa. Nel nonsense alcuni tropi paiono astratti: l’uomo comune e il filosofo potrebbero soffrire di esorcismi condivisi, concetti e natura esprimono una visione del mondo insopprimibile, i discorsi sull’ organon di conoscenza sono ormai datati. Per il resto, Agrippa procede in direzioni che non stenterei a definire analoghe alle mie.

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From → filosofia

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