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Storia dell’occhio

30 settembre 2015

Come posso scorgere le cose che non vedo? Il mio occhio umano mi addita altro, ma dove? Ciò non sarebbe il bisogno metafisico, bensì l’eterna diatriba tra senso e nonsenso, l’altalena incessante che perturba la notte. Al microscopio scelgo di non vedere ciò che turba le mie certezze, il mio livello di realtà condivisa, prodotto dell’acculturazione. Un frego sulla carta diviene arte, ed è sottratto all’orizzonte nudo in cui si inscriveva, prima ancora del tratto.

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From → filosofia

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