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Il nonsense e il suo contrario

24 ottobre 2015

Ho provato a parlare del nonsense con un linguaggio diverso dal quotidiano, ma poi vi sono tornato, o non me ne sono mai staccato. Proverei a dire, con Pessoa, che il nonsense è solo un’altra espressione per rinnegare l’indicibile. E’ che la vita mi sembra sempre più nonsensical. Ma anche questa è una ripetizione. Cominciare una sentenza sul nonsense senza chiamarlo in causa, senza lasciar trapelare che ci credo o mi appello a esso. Perché? Quale impulso d’un super-io esigente mi costringe a questo, mi soggioga? Perché non sono libero di manifestare la ragione o la follia? Come se uno spirito sorvegliasse le mie mosse e mi impedisse di votarmi al nonsense o al suo contrario (se esiste).

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From → filosofia

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