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Filosofia del sintetizzatore

28 ottobre 2015

Poi gli anelli si incastrarono, a poco a poco, come per magia, con un film porno omo, quasi, Sebastiane, in latino, che cantava di un idolo di Yukio Mishima, il santo eponimo trafitto dalle frecce perché aveva osato, antesignano di Maria Goretti, respingere le avances di un centurione, non uno qualunque… Nel film la colonna sonora di Eno era più che una presenza, e sembrava l’unica adatta a trattare della Roma imperiale, proprio con i synth, suonati contra Emerson, lo si sapesse o meno; finalmente, acquistavano il sapore del suono puro, non di altezze tonali prestabilite, contro Walter, oggi Wendy, Carlos, che osò prestare il Moog…
(dal mio libro: Brian Eno. Filosofia per non musicisti, Milano-Udine, Mimesis 2015)

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