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Buddhismo lacaniano

3 novembre 2015

La patologia umana è rapportabile al desiderio, ma quello di guarire gli altri o se stessi potrebbe essere quello capitale, in certi risvolti del buddhismo lacaniano; del desiderio, dunque, non si farà a meno, quanto a quello di curare, lo psicoanalista, è a lui che ci si rivolge, lo interdirà per principio; credo che gli sviluppi del pensiero di Lacan procedano sempre più in questa direzione dove il nonagire si tinge di taoismo. Con ciò la psicoanalisi è spogliata di ogni qualifica terapeutica, e non è un paradosso: diviene una esperienza formativa della parola, in attesa che questa, e non il senso, torni a dominare…
(Dal mio libro: Lacan zen, l’altra psicoanalisi, Milano-Udine, Mimesis, in corso di pubblicazione)

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From → filosofia

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