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Sylvian: percorsi solitari

7 novembre 2015

In una intervista del 2007 chiesi a Sylvian se creava meglio in compagnia o da solo, prevedendo la risposta, come quando Gadamer dice che il docente esamina lo studente con domande dalla risposta prevedibile, che egli sa in anticipo…Su un piano ermeneutico ciò è inevitabilmente fallace. Più che la risposta di Sylvian, mi preme mostrare ciò che ha fatto dopo, il non detto: già incamminatosi su Blemish, un’onda che molti fan non perdonarono, si dibatté in un percorso ancora più solitario, verso Manafon, sovrapponendo…
(dal mio libro: La filosofia di David Sylvian. Incursioni nel rock postmoderno, Milano-Udine, Mimesis 2014)

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From → filosofia

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