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Il suono di una mano sola

25 novembre 2015

La percezione di questo suono consente di rammentare tutte le reincarnazioni e ogni aspetto dei tre tempi: presente, passato e futuro. Avvertiamo la profonda affinità tra noi e gli altri, predisponendoci a un’etica della compassione. Hakuin attribuisce a quest’esperienza un potere immenso. Il suono conferirebbe facoltà paranormali, quali la telepatia, permettendo di eliminare qualsiasi maculazione o difetto. Non era la prima volta che un maestro Zen si risvegliava grazie a un suono, come ci insegna il Ch’an. L’esperienza di Hakuin, però, trascende le facoltà percettive e si situa nella sfera del kensho («visione della propria natura»). Inoltre, si attinge al culmine della sofferenza: un tratto non comune nello Zen. Grazie a Hakuin si apprende che il makyo rientra tra gli effetti della ricerca interiore: non come ostacolo, bensì come stadio che corrobora il cammino.
Leonardo Vittorio arena, lo spirito del Giappone, Milano, Rizzoli 2008

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From → filosofia

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