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Small is beautiful

2 dicembre 2015

Per qualche tempo il rock è stato refrattario alle pause. Su questa premessa è attecchito il virtuosismo. Riempire lo spazio: era questo lo slogan. Da cui la densità delle battute e i fraseggi acrobatici. Ma l’atletica ha un limite. Non si è meglio di altri musicisti, se si riesce a suonare più veloci. Vedi il linguaggio scarno, e paranoico, di Mike Ratledge nell’età aurea dei Soft Machine. Suonando troppe note c’è il rischio di sbavarsi addosso. Lo sanno i chitarristi blues, che dimorano in una struttura armonica di grande semplicità, riempiendone le pause, o il passaggio da un accordo all’altro, con tenerezza e pudore.

Estratto da: Leonardo Vittorio arena, il tao del nonsuono, Kindle Edition 2014

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From → filosofia

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