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La scala come zattera buddhista

4 dicembre 2015

Finora abbiamo usato il pentagramma, come scala wittgensteiniana, ma possiamo spingerci oltre. In una terra dove i suoni vivono liberi, senza il paradosso del controllo. È singolare che Schönberg, nel tentativo di scrollarsi di dosso gli stilemi del sistema tonale, abbia imposto la dittatura dei dodici suoni, e che tanti vi si siano adagiati nella presunzione di costituire l’avanguardia. Noi occidentali ci dibattiamo tra l’atonalità e la metafisica del senso. Nei dettami dell’ultima, la canzone deve avere una forma. Di più: dev’esserci una song. Siamo lontani da Haydn o da Tim Pan Alley? Che la forma-sonata sia un genere cantabile va rigorosamente messo in dubbio.

Estratto da: Leonardo Vittorio Arena, Il tao del nonsuono, Kindle Edition, 2014.

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From → filosofia

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