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Ipocondria sublime

22 dicembre 2015

La coltivazione dell’ipocondria permette all’uomo di riflettere su se stesso: la preoccupazione di essere malati può far avvertire all’uomo lo stretto legame tra le sue
convinzioni e la realtà. Non c’è separazione tra i due ambiti: l’ipocondriaco soffre delle
malattie di cui crede di soffrire. Dovremmo educarci a una ipocondria, “nella giusta misura”, osservando noi stessi, mentre viviamo in questi stati patogeni, per costruire il
nostro mondo. L’ipocondria si presenta come il ponte che consente alla fantasia di fare
presa sulla realtà e alla psiche di soffrire delle malattie di cui crede di essere afflitta. Il non-Io, che qui si presenta come una malattia derivante dall’esterno, è un prodotto dell’Io, un risultato delle sue convinzioni. L’ipocondriaco può riflettere sulla propria condizione, e scoprire questa semplice realtà.

Estratto da: Leonardo Vittorio arena, Novalis come alchimista, Kindle Edition 2014

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From → filosofia

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