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Filosofia e alchimia

23 dicembre 2015

L’alchimista novalisiano si prefigge un più stretto collegamento con la realtà dello spirito, poiché è questo, nella situazione attuale, il compito. Egli godrà delle acquisizioni ottenute, che non vengono ridimensionate per il fatto di non essere mai “ultime”, nel senso stretto del termine. D’altra parte, la negazione di un punto finale sancisce la possibilità del “diventare uomini”(Menschenwerdung), anziché bloccarla. Solo individui limitati, legati alla prospettiva di un facile successo, i quali misurano ogni cosa in base al mondo materiale, potrebbero sentirsi insoddisfatti del carattere “aperto” della dottrina di Novalis. Gli altri saranno lieti delle sue ampie prospettive, laddove la mèta si rivela sempre lontana, eppure, nel frattempo, anche qualcosa cui ci si avvicina sempre più, a ogni passo sul sentiero della trasformazione.

Estratto da: Leonardo Vittorio arena, Novalis come alchimista, Kindle Edition 2014

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