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Samsara

24 dicembre 2015

Nella prospettiva di Novalis vita e morte si rincorrono, sino a convivere negli stessi spazi. Si ammette una morte apparente, un abbandono del corpo da parte degli uomini più riusciti, i quali attingono la realtà dello spirito mentre sono in vita. Forse la morte apparente è un segnale impartito a coloro che restano, per non lasciar trapelare a quale mondo hanno avuto accesso gli altri. Gli spiriti buoni, per non turbare la materialità, arrivano fino in prossimità di essa, senza grosse intrusioni.

Estratto da: Leonardo Vittorio arena, Novalis come alchimista, Kindle Edition 2014

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From → filosofia

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