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Vita contemplativa versus attiva

2 gennaio 2016

Aristotele aveva separato la vita attiva dalla contemplativa, dicendo che la seconda si può coltivare soltanto nella vecchiaia, quando gli obblighi sociali sono venuti meno. Non era distante dai grandi saggi del pensiero indiano, i quali consigliano all’anziano, accompagnato dalla moglie, di ritirarsi nella foresta, rinunciando a qualsiasi impegno collettivo. Il merito di Schopenhauer consisterebbe in questo: nel distoglierci dalla vita attiva e farci sprofondare nella contemplativa. Una concezione antisociale dell’esistenza che ha molti meriti, particolarmente raccomandabile nei momenti di crisi della società,
quando il grossolano e la volgarità trionfano – come oggi, in Italia e nel mondo. I taoisti non la pensavano diversamente, suggerendo al saggio di nascondersi quando il tao non regnava sul mondo. Avrebbero diffidato di chiunque avesse avuto successo in un periodo di decadenza.

Estratto da: Leonardo Arena, l’altro Nietzsche, Kindle Edition

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From → filosofia

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