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Bhagavad Gītā: il potere

6 gennaio 2016

In tonalità stoiche, si rammenta al sovrano che il desiderio di ricchezza non porta alla felicità, che si potrebbe raggiungere soltanto con l’annientamento di ogni desiderio. Qui è là tratti dell’etica bràhmanica si intersecano con l’apologia degli kshatriya, ed è giusto osservare che il poema non si richiama a un codice di autorità definito. Chi riesce a conseguire il potere vive nell’angoscia, chi non vi riesce perde la vita; in entrambi i casi, si scongiura qualsiasi possibilità di benessere. Il potere e la ricchezza si alimentano attraverso il godimento, come il desiderio sessuale: sembrano non bastare mai, e
la loro ricerca affligge l’esistenza.

Estratto da: Leonardo arena, storia del pensiero indiano, vol. II, Kindle Edition

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From → filosofia

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