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Meditazione buddhista e paranormale

29 gennaio 2016

…Presi separatamente, i due termini indicano rispettivamente la facoltà della concentrazione, cioè di arrestare la mente attraverso la pratica della samatha, oppure di lasciarla scorrere limitandosi a contemplarne i contenuti attraverso la pratica della vipassanà. Queste tecniche non si prefiggono l’acquisizione dei poteri psichici o paranormali (iddhi), come si evince in parecchi passi del Canone; per esempio, il ricordo delle esistenze precedenti nei minimi dettagli. A un interlocutore che lo interroga in proposito, un monaco si limita a rispondere che il messaggio del Buddha non comporta certe facoltà e che è la conoscenza a rendere liberi i bhikkhu. Altrove si afferma che il loro possesso rientra tra le caratteristiche dell’autentico rinunciante. Il monaco detentore delle iddhi potrebbe inorgoglirsene e attaccarvisi, distogliendosi dal retto sentiero…

Da: Leonardo arena, storia del pensiero indiano, vol. I, Kindle Edition

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From → filosofia

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