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Meditazione zen 坐禅

11 febbraio 2016

Caso IX, Wumenguan:
…Il monaco insisté: “Benché avesse praticato la meditazione in posizione seduta nella sala apposita, non divenne un Buddha. Perché?” Ching-hsiang rispose: “Perché non divenne un Buddha.”

Note

La meditazione in posizione seduta (cin.: ts’uo-ch’an ; giapp.: zazen ) è l’essenza dell’addestramento Ch’an. E’ singolare che chi l’abbia praticata a lungo non sia divenuto un Buddha.
Sono possibili due chiavi di lettura:

1) La tecnica non è rivolta a un fine. Nel Ch’an non si ragiona in termini causali: non sortiscono effetti da un’azione, in modo meccanico e prevedibile. Se bastasse la meditazione in posizione seduta, anche la rana, che per natura assume questa posizione, sarebbe illuminata. La tecnica è fine a se stessa.

2) Non c’è differenza tra il Buddha e l’uomo comune. Chi pratica lo zazen non diviene un Buddha, solo perché lo è. Nel Ch’an ogni distinzione viene soppressa: anche quella tra l’illuminato e l’uomo comune…

da: Leonardo arena, la barriera senza porta, Kindle Edition

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From → filosofia

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