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Stirner e gli ossessi/esorcisti

18 febbraio 2016

“Io ho fondato la mia causa sul Nulla (auf Nichts).”(Max Stirner, L’unico e la sua proprietà, Milano, Adelphi).

Scarse tracce di nichilismo, prima di Stirner, non in primo piano, semmai in sottofondo: sta per esplodere il fenomeno russo, i grandi romanzi del Nulla, e lo stesso Nietzsche è ancora di là da venire, eppure questo tedesco nascosto, dalla insignificante vita privata, – il che lo pone subito sul piano degli eteronimi di Pessoa, di Bernardo Soares – sta preparando questa stessa esplosione. Specie per tutti coloro che vorrebbero relativizzare il suo Nulla, negando che egli lo sostantivizzi, mentre il Nichts va inteso, anche senza l’articolo, come collocabile in un’altra dimensione, rispetto ai conati razionalizzanti di un Hegel. Non basta il sostantivo, non basta la dichiarazione immediata, programmatica, di Stirner in
epigrafe: gli esorcisti del nudo temono l’abisso del Nulla e se ne ritraggono inorriditi, come se nel suo spazio nessuna critica filosofica, nessuna osservazione esegetica potesse fare presa: il Nulla come ambito della sciocchezza, e io direi, appunto, del nonsense.

da: Leonardo arena, note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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