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Liezi: la ricerca

21 febbraio 2016

…Eppure è questo fattore che sancisce la superiorità di Huzi sullo sciamano, suscitando l’ammirazione di Liezi, e che lo induce ad approfondire la ricerca di se stesso, nell’unica direzione, la più rilevante, che ancora non aveva sondato. Il maestro gli mostra che non è la tecnica a stabilire la statura spirituale di un personaggio, bensì la capacità di diventare nudi, un’estrema umiltà che comporta nel contempo la debolezza e l’assunzione della forza, perché si è passati attraverso la debolezza: forza perché debolezza, e viceversa, una mentalità che l’allievo stentava a capire, in quanto influenzato da colui che vanta tecniche straordinarie, quali la preveggenza. Huzi fa capire a Liezi che non c’è niente da imparare, per la via della conoscenza, né una tecnica né una dottrina, e che dovrà frugare in se stesso alla ricerca di ciò che già possiede, le qualità che sino allora ha scartato come insignificanti e che rappresentano il fondamento autentico, nudo e nonsensical, del proprio essere. Inutile sforzarsi di individuarle negli orpelli, nella
lettera, nel linguaggio e nella logica, poiché si attingono proprio accantonando questi aspetti e appellandosi ad altre risorse, il che non costituisce un aumento bensì una diminuzione dell’individuo, non un progresso ma un regresso, come se questi dovesse compiere un passo indietro alla ricerca della propria genealogia, del proprio Avo. Si dirà che questo è “il volto originario anteriore alla nascita”, laddove i buddhisti cinesi, nel Chan/Zen, si richiameranno alla vacuità nuda dei taoisti, umile, e proprio per questo invincibile e insuperabile.

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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