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Heidegger/Hakuin: il suono di una mano sola

24 febbraio 2016

Il suono di una mano sola è qualcosa che non può essere carpito dall’orecchio, e in questo sembra divergere da “ciò che non ha suono” in Heidegger, ma entrambi, il maestro Zen e il filosofo, accordano una enorme validità a tutto ciò che fuoriesce dalla percezione uditiva; il che ci permette di cogliere che il suono di una mano sola è un suono metafisico: sia Hakuin che Heidegger si espongono alla contraddizione, tentando di descrivere il non sonoro, ed è inevitabile che i loro resoconti divergano; nel contempo, si tratta sempre dello Stesso, e nessuno dei due sembra indulgere a una spiegazione che risulterebbe fuorviante e non renderebbe giustizia al fenomeno. Hakuin, nella sua descrizione non esplicativa, allude a una mano alzata in aria, gesto che non avrebbe nulla a che fare con le qualità percettive dell’odore o del suono, e che egli sembra equiparare alla possibilità di cogliere il suono di una mano sola…

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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