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La morte, Zhuangzi speaks

28 febbraio 2016

Dallo spazio del non detto Zhuangzi ricava tutte le conseguenze della sua riflessione non intellettuale: ah, ma certo, la trasformazione riguarda tutti gli esseri, e c’è un passaggio continuo da una forma all’altra; che altro suggeriscono le stagioni? L’esistenza di un ciclo, dove sarebbe sciocco ostinarsi a differenziare una cosa da un’altra, una stagione da un’altra: è sempre una stessa forza o energia che anima il tutto, la stessa che sembra agire secondo una struttura, una cadenza o un ritmo stabilito. Che le stagioni si susseguano è garanzia di eternità per il Zhuangzi testimone oculare di una vicenda che lo tocca da vicino, e che può inserire in una prospettiva universale, non tanto nella banale constatazione che tutti muoiono, bensì che la trasformazione riguarda tutte le cose, non solo gli uomini, e che dietro a essa si cela un’un unico agente, il che, da un certo punto di vista, serve a cancellare le differenze individuali. Per quanti abbiano compreso il significato del sogno della farfalla, che coinvolgeva Zhuangzi, ciò appare l’esito necessario della sua presa di coscienza verso il mondo. Sembra darsi ancora una speranza, che però non riguarda il singolo individuo: la stessa forza che ha animato la moglie potrà
alimentare nuove vite, solo perché è la stessa che muove le stagioni, il giorno e la notte, in un continuum; Zhuangzi può solo constatare che le cose stanno così perché stanno così, una tautologia, dopo averle ripercorse con l’occhio della mente.

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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