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Per l’alchimia taoista

29 febbraio 2016

L’ironia della sorte è che il messaggio di Zhuangzi fu raccolto e proseguito dagli alchimisti taoisti, i quali cercarono di determinare ciò che lui aveva condannato come emblema di un egoismo inestirpabile: l’incremento della vita, oltre a essere segno di una stupidità colossale. Da qui la descrizione di due tipologie diverse, tra le quali non è difficile cogliere a chi vadano le simpatie del maestro, un lascito che purtroppo non è stato raccolto, se non in forma inversa, dove il superiore, nei suoi toni, è stato visto come inferiore, e viceversa. Un capovolgimento che tradisce lo spunto iniziale, e di cui non ci si lamenta. Non ritengo essenziale seguire gli alchimisti sulla loro strada.
“Ansimano, sbuffano, esalano, sorseggiano e poi sputano tutto ciò che è antico per incorporare il nuovo; dettano regole agli orsi, e comandano agli uccelli (forse denominazioni in codice per le tecniche di meditazione respiratorie, NB): lo fanno solo per amore della longevità. È lo stile di vita dei letterati che cercano di controllare il Tao. Uomini che nutrono il corpo. Amano l’idea di diventare longevi, come Peng l’antenato” (Zhuangzi, s.d.)

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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