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Pessoa e la comprensione animale

2 marzo 2016

Non possiamo comprendere il mondo se non da umani, ma questo tipo di comprensione ci interdice la comprensione dell’animale, come essa potrebbe aver luogo: il nostro limite è anche la sfera delle nostre manifestazioni cognitive, e ne sigilla l’ambito. Come uscire da quella che è la nostra libertà, pur ponendosi come gabbia della necessità?

“Gatto che giochi per via
come se fosse il tuo letto,
invidio la sorte che è tua,
ché neppure sorte si chiama (…)
Sei felice perché sei come sei,
tutto il nulla che sei è tuo (todo o nada que és è teu).
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco, e non sono io”.98

Come impadronirsi del Nulla? Il gatto è semplicemente ciò che è, quindi può sentirsi molto vicino al Nulla: così s’immagina l’uomo che lo osserva, e che è pronto a negargli persino una sorte, sentendoglisi superiore nella gerarchia degli esseri; ma, si dirà, questo è Pessoa l’ortonimo, non i suoi personaggi immaginari. Questo Pessoa si vede spaesato da se stesso, non si conosce, né si possiede…

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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