Skip to content

Pessoa/De Campos: a oriente dell’oriente

3 marzo 2016

“Trovo che non vale la pena essere stato
in Oriente, aver visto India e Cina.
La terra è tutta uguale e piccolina
è non c’è che un solo modo di vivere (de viver).”104

Il portoghese viver implica anche l’appartenere, l’abitare, ed è in questo senso che de Campos lo impiega: dopotutto, si abita sempre nella stessa dimensione, quella dell’essere umano; la si chiami Oriente o Occidente, non cambia nulla. Il marinaio scopre le affinità, piuttosto che le divergenze, e cerca conforto nell’oppio solo perché tutte le zone della terra non glielo offrono (“Vedere la Vita che passa mi dà tedio”). Così, è profondamente deluso: “Perché ho visitato l’India che esiste/se in me altra India che l’anima non sussiste?”.105 De Campos si è liberato dall’illusione fondamentale, che non affligge solo gli orientalisti o gli appassionati dell’Oriente, secondo cui, risalendo alla fonte geografica si attingerebbe anche la fonte del senso, per cui il contatto del viandante con la zona produrrebbe magicamente la comprensione. De Campos non si sente legato a nessuna donna, e a nessuna terra…

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: