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Pessoa: Cristo orientale

4 marzo 2016

Permane in lui (de Campos/Pessoa) la promessa di un “Oriente eccessivo che io non vedrò mai” o di un “Oriente dove – chissà? – forse ancora oggi vive Cristo”.110 Foss’anche un Cristo alchemico, nei toni mistici dei Rosacroce cui Pessoa si adattò. Scopriamo che il vagheggiare di de Campos è contaminato dall’irruzione dell’ortonimo. È una possibilità: un Cristo orientale, che non sia morto in croce e continui a vagare per tutta la terra. Sovrapposizioni, mentre Pessoa non vorrebbe continuare a soffrire delle limitazioni dei suoi eteronimi, e auspica che magari essi abbiano risolto la questione del senso della vita, ma poi deve concludere altrimenti, perché è sempre la sua persona (pessoa) che gli eteronimi gli rinviano. De Campos sembra il più disilluso, in certi momenti, come se si trascinasse da un piano all’altro, dall’esorcismo del nudo all’apertura al nonsense; questa, si dirà, è la condizione dell’essere umano. Come nella sua rivisitazione di Lisbona, che risale al 1923:

“Non mi venite fuori con conclusioni!
L’unica conclusione è morire.
Non mi portate estetiche!
Non mi parlate di morale!
Risparmiatemi la metafisica!”

da: Leonardo Arena, Note ai margini del nulla, Kindle Edition

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From → filosofia

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