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4’33” e wuwei, 無為

18 marzo 2016

…nient’altro che il nudo, l’aspetto privo di qualità, una direzione musicale che si stabilisce sul momento, e di cui nessuno, meno che mai il compositore, conosce la rotta o le modalità di sviluppo. Non è un caso che il “pezzo silenzioso” sia quello dove certe poetiche si manifestano meglio, perché il compositore ha tentato di ritrarsi nell’ombra, come un taoista, e ha lasciato al mondo, al nudo, il compito di gestire l’esecuzione:25 è una delega che solo il wuwei poteva assumersi, perché la non intenzionalità o la non decisione divengono i cardini dell’atteggiamento; si prescrive al pianista, l’esecutore privilegiato del brano, di porsi in disparte, senza lasciar pesare il proprio bagaglio di nozioni tecniche; niente virtuosismo nell’esecuzione, per quanto vengano scelti sempre pianisti di rango, il che suona come l’ennesimo elemento nonsensical, tutt’altro che fuori posto in 4’33” . Neanche la scelta del pianista è casuale, o meglio i diversi pianisti, a seconda della loro consapevolezza, interpreterebbero il brano in maniera più o meno fedele agli intenti nonsensical del compositore…

Leonardo arena, la durata infinita del non suono, Milano, Mimesis 2013, p. 20

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From → filosofia

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