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Chanren (禅人)

26 marzo 2016

L’uomo del Chan non fa nulla, in quanto non ha alcuna occupazione da sbrigare. È forse da biasimare il maestro che non spiega? O che forse lo ha già fatto, salendo e scendendo dal pulpito? Mosso dalla compassione, l’autore della poesia tenta di fornire lumi. E lo fa a modo suo, senza neanche salire sul pulpito. La difficoltà dei maestri Chan, come in Derrida, consiste nel parlare senza delucidare, e nell’indicare senza mostrare troppo. La stessa differenza tra il mostrare e il dire viene vanificata in un istante senza tempo dove tutte le cose sono correlate e cooperano al risultato: il ragazzo, il cavallo, le nubi, la gru, la
luna, il freddo e le tue stesse ossa; sì, proprio quelle del lettore!

da: Leonardo Arena, Il libro della teanquillità, Kindle Edition

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From → filosofia

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