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La dualità ricurva

29 marzo 2016

“Fayan indicò le tendine di bambù. In quel momento arrivarono due monaci, e le arrotolarono allo stesso modo. Fayan disse: “Uno guadagna, uno perde.”

“I pini dritti i rovi curvi, le gru alte le anatre corte,
serenità: un drago si cela negli abissi,
benessere: l’uccello in volo non ha freni,
Bodhidharma arriva niente affatto,
guadagno e perdita metà e metà,
i canneti s’adeguano ruotano nell’aria,
la barca fluttua attracca,
monaci intuitivi in stracci,
guardano il Maestro.”

La “non distinzione” messa a dura prova – o il lettore? Forse nel Chan non si parla d’altro. La stessa azione in due modi. Non che si sconfigga Aristotele, se ne mostrano i limiti. Una logica del terzo escluso non decifra la realtà. È una annotazione astratta, come quando “un moscerino punge un toro di ferro”. La poesia rende. Il commentatore avverte l’inadeguatezza del suo ruolo. Non una scorciatoia.

da: Leonardo Arena, Il libro della tranquillità, Kindle Edition

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From → filosofia

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