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Problema non-problema

29 marzo 2016

“Un monaco domandò a Huguo: “Di quando una gru si posa su un pino avvizzito, che dire?”
Huguo replicò: “Che ciò provoca un certo imbarazzo al terreno.” Il monaco domandò: “Di quando una goccia d’acqua diviene una punta di ghiaccio, che dire?” Huguo replicò: “Che ciò provoca un certo imbarazzo allo spuntar del sole.” Il monaco domandò: “Ai tempi della persecuzione antibuddhista dove se ne andarono gli spiriti eccellenti, protettori del Dharma?” Huguo replicò: “Bé, due spiriti su tre degli addetti al cancello ne furono imbarazzati.”

L’imbarazzo è reale, e coinvolge animali e spiriti. Detto questo, non è che le cose stiano così. Neanche la convinzione dell’imperturbabilità centra il bersaglio. Un koan del genere si presenta in maniera semplice, ma pone quesiti insolubili. Almeno finché rimane l’idea che sia un problema. Ogni citazione wittgensteiniana è superflua. La domanda si scontra con l’imbarazzo. Non sarà forse questo l’esito di ogni interrogativo? E persino di quelli, molto audaci, di questa stessa esegesi? O ci si trova altrove, non più nell’interpretazione?

da: Leonardo arena, il libro della tranquillità, Kindle Edition

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From → filosofia

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