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Chi sono io?

10 aprile 2016

Le tradizioni dello spirito additano la stessa meta: siate voi stessi; sempre meglio che replicare gli altri. L’emulazione non porta lontano oppure, se lo potesse, non saremmo noi stessi. Lo penso, e ne ho fatto una parola d’ordine, ma trapela un dubbio: chi siamo, ovvero chi sono io? C’è una unità dietro ai miei istinti e inclinazioni? La questione non ha risvolti filosofici, ma pratici: come faccio a sapere quale parte di me stesso soddisfo con un’azione? Io accolgo il bene e il male. Sono buono e cattivo, spregevole, mentre mi auguro la morte del nemico: è la mia vera natura? O è quella che respinge il pensiero: “Ma no, è un pensiero criminale, e poi, e poi…Non cambierebbe nulla se la persona venisse uccisa, la tua vita non sarebbe diversa…” Un punto di vista gnostico è preferibile: si accettano i propri lati negativi, la delinquenza, e non è detto che il pensiero malvagio si traduca in atto…

da: Leonardo arena, illusioni, in corso di pubblicazione

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From → filosofia

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