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Il koan di Wittgenstein

21 aprile 2016

“Se si ha paura della verità (come me adesso), non si sospetta mai la piena verità” (99).

Sempre più correlati, il piano esistenziale e logico: Wittgenstein sulla pista di Kierkegaard. Il filosofo non può che parlare di sé, non potendo accantonare i suoi problemi, quelli che sente tali, neanche per un attimo, meno che mai nelle sue riflessioni. Schopenhauer aveva presentato la ricerca della verità come un compito impegnativo, penoso; Wittgenstein sembra seguirlo. Per lui, ancora più che in Schopenhauer, le vicissitudini del filosofo non sono da disgiungere dall’impianto del suo pensiero. Anche per questo la parte “mistica” o conclusiva del Tractatus sembra a molti, me compreso, più rilevante. Da un altro punto di vista, il passo è un koan, da non commentare o, il che è lo stesso, da affidare alla meditazione e non più o non solo alla logica.

da: Leonardo Arena, l’altro Wittgenstein, Kindle Edition 2015

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From → filosofia

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