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Telos, caso, necessità

23 aprile 2016

“C’è forse soltanto un regno, quello dei casi e della stupidità?” (F. Nietzsche, Aurora, opere, Milano, Adelphi, §130)

Monito per i fautori del telos: E se invece della causa/effetto parlassimo del caso e chiamassimo stupido il funzionamento dell’organismo universale? Sarebbe sempre una concezione antropomorfica, ma avremmo fatto un passo avanti. Cerchiamo di scrollarcela di dosso, anche se ne permangono i residui. Questo sembra il modo del pensiero di Nietzsche: capovolgere i termini di una questione, privilegiando ciò che era stato messo in ombra, per esempio, l’errore rispetto alla verità. Tutto ciò in maniera provvisoria, come una provocazione, senza pretendere di istituire un nuovo codice o un procedimento migliore. Al solito, il dogmatico non ne afferrerà il valore, e penserà che Nietzsche voglia rimanere in questa posizione – il fraintendimento più comune: che opta per il male, accantonando il bene. Riferirsi al caso sarebbe un modo, non definitivo, di accantonare la credenza nella causalità, che possa guidarci a una consapevolezza più elevata. Riguardo a questa, non ci sono più parole: è una prospettiva non duale, aldilà della opposizione tra caso e necessità.

da: Leonardo Arena, L’altro Nietzsche, Kindle Edition 2015

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From → filosofia

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