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La stampa, l’editoria Jetztzeit

24 aprile 2016

“Il giornalista, il cartaceo schiavo del giorno, in tutto ciò che riguarda la cultura ha riportato la vittoria sull’insegnante superiore, e a quest’ultimo non resta che la metamorfosi, già spesso sperimentata, di muoversi ora anche lui nell’eloquio giornalistico, con la “leggera eleganza” di questa sfera”. (F. Nietzsche, La nascita della tragedia, Opere, Milano, Adelphi, §22)

Nella stampa si dà via libera alla semplicità stilistica, partendo dall’idea che il lettore sia un perfetto cretino. Gli editori si adeguano, rifiutando tutto ciò che non si possa leggere e comprendere a prima vista, senza riflettere. Non capiscono che anche uno stile semplice può generare dubbi e dare adito a molte interpretazioni. Si dà sempre più spazio al giornalista, colui che non approfondisce niente e può parlare di tutto, alla sua comprensione limitata. Nel mondo attuale sembra che i migliori scrittori siano i grandi cuochi, per questa mancanza di approfondimento e lo stile semplicistico. I lettori sono più disposti ad acquistare libri che non li facciano pensare e suggeriscano ricette di cucina.

da: Leonardo Arena, L’altro Nietzsche, Kindle Edition 2015

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From → filosofia

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