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Un Bildungroman

29 aprile 2016

Mentre sogno è tutto così vivido e reale, la serpe o il pitone, un cobra mi si avvicina, trapela dal fogliame, è…immane! Apparizione spettrale, lo rivedo come fosse qui, tornerà a infestare i miei sogni, la mia serenità fittizia mi pervade…Mi sento impotente al suo cospetto (il Padre, no?), la spiegazione nessuna spiegazione mi soddisfa, continuo a percepirlo come prima e non se ne fosse mai andato vorrei indebolirlo, placarlo, non mi lascia speranze, non dona requie, mi angoscia, prima ancora di amarlo lo avverto ostile, non ci vedo mio padre né chi per lui, mi sento, l’ho già detto, impotente, ma il sesso è solo un’altra parola per l’ignoto!
Avvertì tutto questo in una cupa notte di settembre, mese tranquillo, sereno ma non consolante, lo avrebbe respinto per sempre con un gesto della mano al grido di “No!” con tutte le sue forze, come quando si chetano desideri e impressioni negative, li si esilia in zone dove non possano nuocere, ma anche questo egli tentò invano, si sentì penetrato dalla notte del primo mattino, luci dell’alba che si affollano dal tetto, dormiva accanto al tetto, né riusciva a prendere sonno, questo non c’entra. Immagini ipnagogiche non lo tormentavano, e sembrava nutrirsene finché non si calmava e allora si addormentava, sì, ma ai bagliori dell’alba dopo aver riletto tutta la notte testi alchemici (dipendeva da quello?), si assopiva con le mani in preghiera o come in preghiera, perché non è che fossero serrate e l’incubo lo visitava in tonalità azzurre, cristalline ancorché minacciose, altrimenti non sarebbe stato un incubo, conservò di sé una buona opinione come soggetto dormiente imperturbato.

da: Leonardo arena, la corda e il serpente, Kindle Edition 2016

http://www.amazon.it/corda-e-il-serpente-ebook/dp/B01EQHYO7W/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1461912492&sr=8-1&keywords=La+corda+e+il+serpente

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From → filosofia

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