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庄子 Zhuangzi forever

30 aprile 2016

Laozi aveva posto il problema: tutte le cose nascono dall’essere (you), e questo deriva dal non essere. Con Zhuangzi, il non essere è ancora più valorizzato: gli va riconosciuta una funzione primigenia; ma rimane difficile accostarglisi, in quanto il non essere non è una cosa. Zhuangzi lo intende come un aspetto imponderabile della realtà, da cui tutto deriva; tuttavia, appena lo si renda oggetto di una definizione, lo si è già smarrito.
Dopotutto, la rilevanza della dottrina è strumentale. Laozi inaugura la sua opera precisando che il discorso non sfiorerà neppure il dao, che si trova al di là delle parole e dei nomi; Zhuangzi ne segue le orme, ammonendo il lettore che qualsiasi dissertazione, anche la sua, non è che un espediente: a un certo punto, la si deve abbandonare.

“La rete esiste per prendere i pesci; una volta presi i pesci, la rete viene dimenticata. La corda esiste per prendere le lepri; una volta prese le lepri, la corda viene dimenticata. Le parole esistono per esprimere le idee; una volta espresse le idee, le parole vengono dimenticate.
Come troverò un uomo che le dimentichi, cui rivolgere le mie parole?” (Zhuangzi)

da: Leonardo arena, l’innocenza del Tao, Kindle Edition 2016

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From → filosofia

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