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Lo studio e l’interpretazione

8 maggio 2016

“Al giorno d’oggi, quando la gente legge non fa attenzione a ciò che è semplice e piano, ma dedica sforzi vigorosi a studiare ciò che potrebbe suscitare ammirazione” . (Lu Xiangshan)

Si dovrebbe studiare per migliorare se stessi, anziché per la reputazione o la carriera: Confucio non la pensava diversamente. Lu Xiangshan è convinto che una lettura ispirata, sorretta dalla conoscenza innata e dall’intuizione, permetterà di comprendere senza sforzo il contenuto di un libro, come se i saggi del passato lo avessero scritto per noi. Relativamente al motto confuciano: “a casa i giovani dovrebbero coltivare la pietà filiale, fuori il rispetto per gli anziani”, Lu Xiangshan accantona qualsiasi fatica esegetica; significa proprio ciò che significa: coltivare in casa la pietà filiale, fuori il rispetto per gli anziani. C’è bisogno di commenti? È vero che gli studenti non intendono questo punto di vista, e si affannano sui significati arcani, ma Lu Xiangshan confessa di averli sgravati d’un peso, ogni qual volta gli chiedevano delucidazioni: l’investigazione delle cose significa non cercare il senso astruso, bensì mettere il discepolo davanti a ciò che il testo dice apertamente, bloccandone le velleità speculative.

da: Leonardo Arena, L’innocenza del Tao, Milano, Mondadori 2010, reprint: Kindle Edition 2015.

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From → filosofia

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