Skip to content

Wang Yangming: la natura umana, 人性

9 maggio 2016

Nel Daxue wen (大学問) si esamina il punto di vista del grande uomo (daren, 大人), il quale considera le miriadi di cose, cioè tutte le creature, come un unico corpo (yiti,一 體): ogni evento è intrecciato agli altri, da cui non si distingue. L’uomo piccolo (xiaoren, 小人) non ha una disposizione mentale diversa; tuttavia, non si rende conto della propria grandezza, e si perde nelle distinzioni: lo caratterizza l’angustia di vedute; di per sé, avrebbe le stesse potenzialità dell’altro.
Che un bambino stia per cadere in un pozzo è un evento che turba qualunque essere umano. Wang Yangming la pensa come Mengzi, che adduceva l’esempio per mostrare la bontà originaria della natura umana, e insiste sulla solidarietà: ci si sente uniti a questo bimbo, condividendone la sofferenza, l’impotenza e la disperazione; come se si fosse la stessa persona: è questo che la solidarietà ci fa provare. Anche il verso lamentoso d’un uccello può suscitarla: essa non è confinata all’umanità. Wang Yangming si spinge oltre: persino le piante divelte e le tegole marcie evocano questo grande sentimento di unità col mondo intero; non si tratta di mera affinità: altrimenti, dovremmo essere solidali solo verso i nostri simili. Persino l’uomo piccolo può albergare la solidarietà: dovrà accantonare i desideri e le passioni per non cadere preda della confusione emotiva, perdendo la possibilità di sentirsi unito alle cose.

da:Leonardo Arena, L’innocenza del Tao, Kindle Edition (già Mondadori) 2015

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: