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Lo specchio e il non attaccamento

12 maggio 2016

“La struttura di questa conoscenza intuitiva è tanto chiara quanto quella di uno specchio lucido, privo della benché minima maculazione; se compare un oggetto bello o brutto lo riflette senza lasciarsi dietro alcun residuo, come lo specchio lucido” (Wang Yangming, Chuanxi lu, 傳習録, 2,167).

Questa posizione è affine al non attaccamento buddhista, come Wang Yangming non può negare: si consiglia di reagire alle cose in qualsiasi modo si ritenga opportuno, ma senza rimuginarvi: solo così si affronteranno gli ostacoli dell’esistenza. La decisione di Zhou Tunyi, il quale si rifiutava di recidere l’erbaccia, appare in una nuova luce.

“Se l’erbaccia è dannosa, secondo il principio dovrebbe essere rimossa; la si rimuova allora, e basta. Se però, per un attimo, si decidesse di non rimuoverla, non si dovrebbe esserne turbati. Se si permette al benché minimo pensiero di attaccarsi al ripensamento o alla perplessità, la struttura della mente sarà appesantita da un fardello, e il soffio ne verrà perturbato” . (Ibidem, 1,101)

da:Leonardo Arena, L’innocenza del Tao, Kindle Edition 2015, già Milano, Mondadori 2010

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From → filosofia

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